Commedia di una notte senza luna

Liberamente ispirato ai racconti di Gogol’

gogolIn una notte, d'improvviso, la Luna sparisce. Forse è stato il Diavolo a rubarla o l'ha nascosta una nuvola, sta di fatto che nell'oscurità spuntano una serie di figure ambigue: fedifraghi, corruttori e corrotti, truffatori, amanti spudorati, ragazze in cerca d'amore. Tra sogno e realtà, la comicità surreale di Gogol’ diventa, nella riscrittura per la scena della Compagnia LABit, un circo di immagini che parla dei vizi dell'uomo. Lo spettacolo si ispira alle atmosfere uniche dei testi gogoliani e al meraviglioso mondo dei quadri di Chagall: personaggi e situazioni di un non-luogo dove ridere, sognare o piangere sono la stessa cosa.

Struttura dello spettacolo. I primi racconti di Gogol' (Le veglie nella fattoria presso Dikan'ka) godono ancora di quel sapore rurale dei racconti sussurrati al focolare, fatti di un perfetto connubio tra orrorifico, moralities e racconto grottesco. Sono racconti che servono per scaldare la notte, indicare la via. Così partendo da una situazione di “mercato”, lo spettacolo mostra il Diavolo in persona intento a rubare la luna. Da questo episodio ancora “gotico” prendono il via estratti di immagini e parole dai racconti Il Naso e Il Cappotto, continuamente interrotto da atmosfere sospese in cui è lo “spaesamento” a farla da padrone. Il Diavolo stesso al termine dello spettacolo tornerà a vestire i suoi panni portanto la “morale” di un mondo in cui il Male sfugge di mano ai malfattori stessi e diviene la pericolosa connotazione dell'Umanità in sé.

Spaesamento, crudeltà e impossibilità di redenzione. La figura del Diavolo è solo un espediente (in Gogol' e nella nostra rilettura) per arrivare presto alla coscienza dello spettatore e rendergli chiara una delle vie di lettura dell'opera gogoliana. Ma l'Uomo di Gogol' è un uomo spaesato, che vaga in una notte più nera delle altre, senza Luna, un uomo che ha perso la strada (secondo le parole che chiudono la piece tratte da le Anime morte) e sembra fare di tutto per non ritrovarle. Il Male è qualcosa che trascende la volontà, è divenuto parte dell'essere Uomo. Il desolante orizzonte che sottende l'opera dell'autore è reso sulla scena con atmosfere sospese, accompagnate da una sottile tensione continua, un canto continuo, disperato ma comunque puntellato da incrinature ironiche, beffarde.

Commedia di una notte senza Luna ha un ritmo opposto alla vita che viviamo ma di essa ci parla con verità malinconica, lasciando alle immagini il loro lavoro emotivo e supportando con le straordinarie parole di Gogol' il viaggio in un mondo altro, solo apparentemente diverso dal nostro ma che del nostro conserva le più buie caratteristiche. Un modo per guardarsi, attraverso la poesia della scena, delle musiche, delle immagini, in uno specchio strano ma sincero.

adattamento: Compagnia LABit

durata: 80 min. circa

con
Ottavia Nigris
Alessandro Porcu
Matteo Quinzi
Andrea Vaccarella

regia
Gabriele Linari

 

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