La storia di Nasten'ka

da "Le notti bianche" di F. Dostoevskij

 

REPLICHE

 

 

La storia di Nasten'ka

Uno spillo, un’immobilità, un testo che è un pretesto per una ricerca, un’ ipotesi. Sarebbe inutile cercare altro, un altro Dostoevskij, un’altra Pietroburgo, altri intenti in questo lavoro. Una volta estratto un brano da Le notti bianche (1848), ben poco rimane del fascino del romanzo, della sua atmosfera, dei suoi ritmi. Si perdono del tutto possibili coordinate storico-letterarie e qualunque visione d’insieme, per cedere il passo ad una interpretazione, ad una fragile lettura, forse addirittura ad una narrazione. Restano brandelli di incubi, pallide tinte di grottesco, timide speranze ,fatali cecità, infinite attese, vincoli eterni che eternamente vengono a ricostituirsi, solide parole di genio, assolutamente necessarie perché l’esperimento possa avere luogo. E perché si possa tentare, in così poco tempo, di creare un altro spazio, casa, nido, prigione. Ma soprattutto, resta uno spillo. O almeno, la suggestione che può derivarne.

 

 

RAFFAELLA CAVALLARO
 

TITOLO: La storia di Nasten'ka


AUTORE:
Fedor Dostoevskij (da Le notti bianche)


DURATA:
20 min. ca.


INTERPRETI:
Raffaella Cavallaro


REGIA:
Raffaella Cavallaro

i
SCENOGRAFIA:
Lo spettacolo non ha scenografia.


CARICO ELETTRICO:
5-10 kW (mai a carico pieno)


IMPIANTO AUDIO:
Stereo CD
 

LUCI: ---
 

RECAPITI:

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Raffaella Cavallaro

 

 

 

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