AMLETO E SUA MOGLIE OFELIA

di Gabriele Linari

 

REPLICHE

Giugno 2003 - TEATRO AGORÀ (Roma) - Finalista al Concorso di Drammaturgia

Ottobre 2003 - TEATRO DELLA VILLA - Villa Lazzaroni (Roma)

Novembre 2003 - EX-CINEMA ASTRA (Roma)

 

AMLETO E SUA MOGLIE OFELIA

di Gabriele Linari

  

PRESENTAZIONE TESTO

 

In uno spazio senza più tempo (perché Amleto ha ucciso il tempo) s’immagina che Ofelia sia sopravvissuta al suo leggero tuffo nel fiume…o addirittura sia stata salvata da Amleto in un raro guizzo di vitalità. S’immagina, ancora, che la giovane figlia del defunto Polonio sia ora incinta del nero principe danese. Ne nasce una battaglia arguta il cui campo di battaglia è “la parola” nella sua natura ambigua. Le armi a disposizione dei duellanti sono i motti di spirito fulminanti l’(auto)ironia dissacrante e una vitalità verbale che quasi oscura il profondo senso di morte che, dopo quattro secoli, continua a pervadere la figura e la storia di Amleto di Danimarca.

 

AMLETO

 

Il principe danese è qui colto nel suo più nero e sarcastico malumore. Un giovane dubbioso, nebuloso, ma con un’innata grinta. È esattamente l’Amleto che ci ha regalato Shakespeare, immaginato in un improbabile quotidiano, sempre votato ai grandi ragionamenti, ma in grado di destrutturate ogni certezza con la lama tagliente di un’amara ironia. Per lui il duello con Ofelia non è che l’ennesimo tentativo di confermare la propria sfiducia nell’essere-al-mondo. Amleto non riesce a credere, ma non vuole cedere. A questo forse serve la battaglia verbale con Ofelia (un’Ofelia che vogliamo credere sopravvissuta e gravida di vita…ma forse non lo è…): serve a cercare ancora una via d’uscita dal nero…o forse semplicemente a creare nuove conferme. Il nichilismo ironico di Amleto sa essere anche goffo, bloccato com’è da una natura comunque vitale. Ne nasce un personaggio contraddittorio, spesso. Un giovane che non ama perché non sa più da che parte cominciare…sperduto…

 

OFELIA

 

Più giovane eppure più sicura, la graziosa Ofelia porta in grembo un’idea di vita. È a lei (o lui) che parla, ora che si ritrova sola, ora che Amleto sembra di nuovo incapace di agire. Credere è la sua speranza: credere in Dio, credere che tutto possa avere una soluzione, un’uscita. Ofelia è un piccolo nucleo di energia positiva, che si oppone al principe con solido divertimento, prendendo in giro i luttuosi atteggiamenti di Amleto. Un sorriso continuo, una continua speranza. Ofelia è forse passata troppo velocemente dall’ascoltare favole al doverle raccontare. Solo nei suoi incubi Ofelia cede e si vede cadere nel fiume, con le magiche (eppur tragiche) parole di Shakespeare, morta serenamente nell’elemento vitale per eccellenza.

 

LA FAVOLA

 

Credere nella vita, credere in un dio è per Amleto una favola, tenera e falsa come quella di Pinocchio. È menzogna di tutte le menzogne. A quella stessa fiaba Ofelia crede invece in maniera incondizionata, per il suo slancio vitale. Accostare Amleto, Gesù e Pinocchio può sembrare una strana forzatura. Eppure si tratta di tre archetipi, nati in contesti affatto differenti ma con una caratteristica comune: quella di aver vissuto la propria vita per il bene altrui. Ogni azione di Gesù, di Amleto o di Pinocchio nasce, si svolge e muore per il solo scopo di parlare agli uomini della propria condizione. Non è il dolore l’apice della nostra sofferenza. Vivere è ciò che pesa di più. Non è la morte da temere: è proseguire il cammino il vero atto eroico…e pagare il fio delle proprie sofferte scelte.

 

LA FINE

 

Sul finale Amleto e Ofelia si ritrovano soli, separati. Lei sogna una morte per acqua, orribilmente leggera, straordinariamente luminosa. Lui si ritrova a raccontare di uno strano incontro in un cimitero, con due clown ridanciani che parlano con troppa leggerezza di morte, della Fine per eccellenza. Sullo sfondo di questo allucinante incontro si svela la figura di Ofelia, morta per acqua, nella disperata incapacità di comprendere il furore di Amleto. È dunque successo tutto davvero? Davvero Amleto non è stato in grado di cedere alla vitale fiducia in un dio della dolce Ofelia? Davvero lei non ha saputo sopportare le presunte follie del nero principe, la sua smisurata disillusione? Il sogno è la vita o la morte? Il riso si tramuta in un fiato mozzato da una promessa di pianto…dopo Amleto più niente…niente favole, niente sogni...dopo Amleto solo la sua beffarda, assordante eredità: il silenzio.

SCHEDA TECNICA

 

TITOLO: Amleto e sua moglie Ofelia

 

AUTORE: Gabriele Linari

 

DURATA:45 min. ca.

 

INTERPRETI: Raffaella Cavallaro, Gabriele  Linari

 

REGIA: Raffaella Cavallaro, Gabriele Linari

 

SCENOGRAFIA: Lo spettacolo necessita solamente di un palco vuoto con quadratura nera.

 

CARICO ELETTRICO: 5-10 kW (mai a carico pieno)

 

IMPIANTO AUDIO: Stereo CD (radio-microfoni in caso di spettacolo all'aperto o situazioni con acustica scarsa)

 

LUCI: 6 spot da 1000W e 2 PAR e 2 sagomatori da 1000W (anche le luci sono da considerarsi in vista di uno spazio convenzionale. Nell’eventualità di contesti straordinari l’illuminazione variare).

 

RECAPITI:

Tel/Fax – 06.81.26.825

Cell – 338.21.91.548

e-mail – info@teatrolabit.com

 

FOTO / VIDEO

 

 

 

 

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